Leggo (con disgusto sempre maggiore) la stampa italiana, in particolare il mio bersaglio preferito è La Repubblica. Sono uno dei tanti testimoni dell'imbarbarimento di questo quotidiano, sempre più organo di partito, sempre più allineato al pensiero comune (e solo leggermente di centro sinistra, se questa distinzione abbia ancora un senso). Mi imbatto in un articolo fenomenali: prima mi trovo uno splendido editoriale di Eugenio Scalfari (potrei citare anche il no sense della lettere del buon Uolter che ci parla della memoria "dimenticata", ma non sparo sulla croce rossa). Oggi mi prendo il gusto di rispondergli.
La tesi di Scalfari è che motivo fondamentale della deriva italiana è l'aver perso la critica dell'opinione pubblica. Nell'articolo il giornalista vaglia quindi le opinioni pubbliche rimaste, e di come queste alla fine, con poche eccezioni, si appiattiscano sul pensiero capitalistico, incarnato alla meraviglia dal Berluska e dalla coltura del vuoto egoismo che questo rappresenta. I brandelli di pensiero "del bene comune" rimangono quelle dell'attivismo cattolico (ma non quello del Vaticano) e brandelli del pensiero di riformista e di sinistra, orfano di leader e di spazi.
Niente da eccepire l'articolo al suo articolo, che trovo per larghi tratticondivisibile, ma è proprio sulla fine che comincia la parte propagandistica e soprattutto credo che Lei non sia proprio la persona che possa lamentarsi di questo.
L'Italia è da sempre caratterizzata da un popolo che di senso civile ne ha così poco, che sono ancora sorpreso di come possa essere ulterioremente diminuito nel corso degli ultimi anni. Pecoroni che votano la coalizione vincente solo per sentirsi vincenti (tanto per fare un esempio di assoluta mancanza di intelleto e senso critico), che votano chi gli toglie le tasse (invece di premiare chi le ha fatte pagare come il vampiro Visco, come se uno stato non fosse basato anche sulle capacità economiche che le tasse gli garantiscono). L'italiano ha bisogno di idee semplici, perchè ha una mente semplice ( e potrei peggiorare sugli aggettivi, e non uso la parola populista per non mischiarmi con il largo uso che se ne fa).
Non sono così filosofo da poter analizzare come l'assoluta presenza di egoismi o stupidità ci abbia reso così inutili come popolo da meritarci in parte la situazione in cui siamo. Di come siamo stati educati all'avere e non all'essere, di come la dominazione degli ultimi 20 anni di pensiero capitalistico, unito alla assoluta demonizzazione delle differenze, abbia creato una stupidità diffusa che potrà solo peggiorare (unitamente alla mancaza di un sistema pubblico di educazione come la scuola italiana che sta creando sempre più pecora da pascolare).
Non sono però così cieco da notare come anche i giornalisti siano responsabili della mancanza di voci critiche che avrebbero potuto svegliare qualche mente. (Anche loro sono chini al pensiero comune del dare ragione al padrone, perche "tengo famiglia", o per semplice opportunismo).
Anche lei, singor Scalfari, si è lungamente sperticato a demolire quei brandelli di pensiero riformista, che si ritrovano nelle idee portate avanti da Beppe Grillo (la cui risposta mi ha già anticipato) in quelle di Antonio Di Pietro. Sono particolarmente colpito dal fatto che le persone che parlano di bene comune, che propongono idee nuove e ancora si scandalizzano per lo schifo che ci circonconda e addirittura riescono a creare azioni e aggregazioni intorno a questi argomenti, sono regolarmente marginalizzate e criticate non nel merito, ma negli intenti proprio da Scalfari e da altri pensatori di sinistra. Lei ne sa qualcosa.
Questo contribuisce all'appiattimento generale signor Scalfari. Il critcare a prescindere rende impossibile il confronto che potrebbere nascere anche dalla critica delle idee, che sono sempre criticabili. Queste voci riescono a smuovere porzioni forse non politicamente determinanti, ma sono germi di un meraviglioso virus e che potrebbero arricchirsi e crescere se si accettasse di uscire dalla logica di partito, caro signor Scalfari, che li vede come minacce in quanto pescano nel serbatoio sbagliato e non attaccano il nemico Berluska e basta. (e credo che la sua posizione e il suo patrimonio la mettano al riparo dalla logica del tengo famiglia).
La volevo avvisare che se il popolo di centro sinistra (di cui facevo parte) è smarrito, e perchè probabilmente non si riconosce più in nessun partito perchè si trova schiacciato tra chi non riesce a differenziarsi dal Berluska (il PD-elle per citare ancora Beppe) e ne sta sempre più adottando i metodi e le idee (io poi sono personalmente convinto della partecipazione alla dittatura attualmente in atto), e fra preistorie politiche che non capiscono che oltre che idee nuove servirebbero anche facce nuove più "spendibili". Sono queste le ragioni che costringono i suoi referenti a schifare, invece che a contribuire, alla seguito di queste nuove idee.
Dovrebbero accettare un confronto vero da cui probabilmente uscirebbero sconfitti, dovrebbero abbandonare i gangli di potere che sono alle loro spalle e che sono la loro unica ragione di esistenza politica, dovrebbero rinunciare alla loro posizione di casta, ma soprattutto dovrebbero dimettersi per lasciare spazio, facendo ripartire il pensiero di sinistra, ammettendo le loro colpe enormi. Ma da Lei, queste critiche le ho lette raramente.
E allora la accuso di opportunismo e soprattutto del male più diffuso di questi tempi, la coerenza istantanea. (Sono coerente con le affermazioni che faccio adesso, ma mi riservo di smentirle con altre parole o fatti anche fra 5 minuti. Ci sono fin troppi maestri in questo paese, esca dal gruppo accetti il consiglio). Un articolo di buon senso non può valere le distorisioni di decine di altri. Se si è convinti di un idea la si segue o la si cambi ammettendo di aver sbagliato in precedenza. Sarebbe di gran classe, oltre che molto dignitoso.
mercoledì 20 agosto 2008
mercoledì 13 agosto 2008
Giochi di prestigio
Le olimpiadi sono iniziate da un po’ giorni e, come da previsione, si è già dimenticato molto del corrollario di polemiche e proteste che le hanno accompagnate.Si pensa solo all’evento sportivo. Qualche telegiornale, complici alcuni attivisti cinesi, il cui coraggio va lodato, si ricorda delle polemiche sul paese ospitante, ma nel complesso non mi sembra che ci sia un grandissimo movimento di denuncia che irrompa sulla scena.
Forse è meglio così. In questo medioevo del dio denaro, alle volte è una necessità, oltre che un piacere, dimenticare che dietro a queste apparenze dorate c’è il putrido della nostra società, e piacerebbe abbandonarsi ad una rilassante normalità. In fondo l’Italia va bene, i nostri sportivi sono dei magnifici esempi di dedizione e sacrificio (e non lo dico con tono ironico).
In fondo lo scopo di tutta la propaganda (preferisco questa parola al più asettico marketing) non è proprio questo?? Se non si può nascondere, perchè stavolta il trucco non è riuscito alla perfezione, si cerca di rimuovere o incanalare, nella peggiore delle ipotesi di stravolgere il senso delle cose, perchè passi un’unica verità di bellezza.
Sono convinto anche che la guerra in atto in Georgia sia stata volutamente orchestrata dalla Russia in questi giorni, perchè avrebbe fatto fatica a trovare spazio nei giornali e telegiornali, nei cuori e nelle menti, con tutto il mondo che guardava da un’altra parte.
Perfetto gioco di prestigio. Lo dicono tutti prestigiatori che la loro illusione, la loro arte, è basata sul far guardare la mano destra, mentre la sinistra esegue il trucco. Guardate la mano con i cinque anelli, mentre l’altra fa le prove di un conflitto mondiale (visto che si tratta sempre di petrolio, per cui prima o poi ci si scannerà come, o peggio, di sessant’anni fa).
Vorrei abbandonarmi solo al pensiero che lo sport è bello, che è bello tifare la propria nazione (e anche questa è propaganda perchè se poi penso al Berluska, tiferei rigorosamente per l’’avversario). Fortunatamente provo ancora schifo per le parole “forza di pace”, usate da Repubblica per parlare dell’esercito russo architetto ed invasore di questo conflitto.
Deve esserci un qualche automatismo nei pc dei pseudo-giornalisti, un’aggiornata ed evoluta
forma di censura che agisce si impossessa della macchina (o forse ha solo sostituito la mente che guida la mano dello scrivano). Scrivi “guerra” e sostituisci con “missione di pace”; scrivi “massacro” e traduci con “inevitabili vittime civili”; scrivi “invasori assetati del controllo di un oleodotto” e sostituisci con "forze di pace".
Come sia fa a trovare un equilibrio, come si possono scindere le due cose, quando la base del gioco è che una nasconda l’altra? Forse vivere sempre in trincea, con i relativi mal di fegato, non è possibile, perchè tutti hanno bisogno di un'oasi di tranquillità, ma è ancora un lusso che ci si può permettere? E forse non mi dovrei lamentare se questo è la sola scomodità che devo soffrire.
Forse è meglio così. In questo medioevo del dio denaro, alle volte è una necessità, oltre che un piacere, dimenticare che dietro a queste apparenze dorate c’è il putrido della nostra società, e piacerebbe abbandonarsi ad una rilassante normalità. In fondo l’Italia va bene, i nostri sportivi sono dei magnifici esempi di dedizione e sacrificio (e non lo dico con tono ironico).
In fondo lo scopo di tutta la propaganda (preferisco questa parola al più asettico marketing) non è proprio questo?? Se non si può nascondere, perchè stavolta il trucco non è riuscito alla perfezione, si cerca di rimuovere o incanalare, nella peggiore delle ipotesi di stravolgere il senso delle cose, perchè passi un’unica verità di bellezza.
Sono convinto anche che la guerra in atto in Georgia sia stata volutamente orchestrata dalla Russia in questi giorni, perchè avrebbe fatto fatica a trovare spazio nei giornali e telegiornali, nei cuori e nelle menti, con tutto il mondo che guardava da un’altra parte.
Perfetto gioco di prestigio. Lo dicono tutti prestigiatori che la loro illusione, la loro arte, è basata sul far guardare la mano destra, mentre la sinistra esegue il trucco. Guardate la mano con i cinque anelli, mentre l’altra fa le prove di un conflitto mondiale (visto che si tratta sempre di petrolio, per cui prima o poi ci si scannerà come, o peggio, di sessant’anni fa).
Vorrei abbandonarmi solo al pensiero che lo sport è bello, che è bello tifare la propria nazione (e anche questa è propaganda perchè se poi penso al Berluska, tiferei rigorosamente per l’’avversario). Fortunatamente provo ancora schifo per le parole “forza di pace”, usate da Repubblica per parlare dell’esercito russo architetto ed invasore di questo conflitto.
Deve esserci un qualche automatismo nei pc dei pseudo-giornalisti, un’aggiornata ed evoluta
forma di censura che agisce si impossessa della macchina (o forse ha solo sostituito la mente che guida la mano dello scrivano). Scrivi “guerra” e sostituisci con “missione di pace”; scrivi “massacro” e traduci con “inevitabili vittime civili”; scrivi “invasori assetati del controllo di un oleodotto” e sostituisci con "forze di pace".
Come sia fa a trovare un equilibrio, come si possono scindere le due cose, quando la base del gioco è che una nasconda l’altra? Forse vivere sempre in trincea, con i relativi mal di fegato, non è possibile, perchè tutti hanno bisogno di un'oasi di tranquillità, ma è ancora un lusso che ci si può permettere? E forse non mi dovrei lamentare se questo è la sola scomodità che devo soffrire.
venerdì 8 agosto 2008
Spirito Olimpico

Sono iniziate le olimpiadi, e complice la bellissima (è inutile negarlo) cerimonia di apertura, presto il rumore delle proteste per tutte le nefandezze che la Cina porta legate al suo nome si dimenicheranno, lasciando spazio solo alla manifestazione in sè.
Dovrebbe essere incredibile la capacità umana di infagare qualsiasi cosa, ma oramai riesce sempre più difficile stupirsi. Le olimpiadi hanno solo la patina di quel mondo di nobili ed esemplari sentimenti, indissolubilmente legati al fare sport, al competere, alla voglia di superare sè stessi e gli avversari, che è il maggiore premio delle tante fatiche che uno sportivo (o una sportiva, ci mancherebbe) affronta solo per arrivare lì, nell'olimpo delle competizioni.
Le vittime siamo tutti noi, a partire dagli atleti e a finire ad ogni singolo spettatore, privato (se fornito di coscenza) del poter godere pienamente della gara, del tifo, della bellezza di uno sport (scegliete il vostro preferito) portato alle massime capacità del genere umano, senza pensare che siamo al cospetto di una macchina da soldi (sponsor), di leggittimazione planetaria (il governo Cinese), in un intreccio di soldi,interessi e potere (come al solito)
Gli sportivi sono le prime vittime e forse, se si parlerà solo di loro nei prossimi giorni, almeno riavranno la loro competizione, in barba agli sponsor (o anche in qeusto caso per la loro gioia), ai politici e a tutto lo schifo che si specchia nella loro fatica. Vampiri del bello, perchè altrimenti dovrebbero mostrarsi con le loro facce di usurpatori di emozioni, e si sa che non gioverebbe al marketing.
Queste olimpiadi sono finite alla Cina per garantire ai mostri sacri (Nike, Coca Cola, MC Donalds, Samsug, e non mi dilungo oltre perchè la lista degli infami è lunghissima) di diventare famosi nel "mercato" più grande del mondo, con ben un miliardo e trecentomila nuovi potenziali consumatori (credo meno, perchè in Cina i palloni dell'Adidas se li possono permettere in pochi, magari si investe per il futuro), numeri che giustificano tutto, partendo dall'assegnazione dei giochi, fino al rimuovere qualsiasi problema possa rappresentare la Cina agli occhi dei popoli occindetali ( A proposito, consiglio di ascoltare le parole del grande Mennea sul CIO e le sue dinamiche). A loro serve solo un bel abito, fatto ovviamente di sudore e fatica altrui, per aumentare i profitti.
Hu Jintao sentitamente ringrazia, perchè quel bel vestito lo indosserà di fronte al mondo intero, perchè la Cina ha un bisogno fortissimo di make up e marketing (anche loro) che la porti fuori dallo status di paese dei non diritti, dei regimi comunisti (e qui anche il Berluska ha lacune di memoria, come quando parla dell'ex KGB Putin), dello schiavismo delle masse e della tirannia interna ed esterna.
Le olimpiadi sono il bozzolo che farà nascere la farfalla di una Cina definitivamente tra i grandi del mondo (fra i buoni insomma), rendendolo un paese "spendibile", come direbbe D'Alema, agli occhi di tutte le genti, per le grandi capacità organizzative, per le capacità tecnologiche ed economiche, perchè siamo "noi cinesi" ad avere fatto tutto questo. A giudicare dal ritorno di fimma del nazionalismo cinese, sempre più forte, (e vi giuro che li considero a loro volta delle vittime di propaganda), almeno internamente la cosa funziona, e come se funziona.
Da noi poi sull'argomento si è toccato un ridicolo ancora più profondo, con i politici che chiedono agli atleti di fare quello che i loro datori di lavoro non gli permetto di fare (attenzione non intendo i cittadini, ma le imprese, che non vogliono problemi con le autorità del nascente mercato. "A buon imprenditor poche parole" diceva oggi Ellekappa su Repubblica). Loro non protestano, non disertano la cerimonia di apertura, non fanno NULLA, e lasciano "alla sensibilità dei singoli atleti" (Meloni dixit) la manifestazione dell'indignazione italiana per il Darfur, per il Tibet , per la mancanza di libertà di informazione (e su questo ci vuole coraggio, oltre che la faccia come il culo), per la violazione dei diritti umani che la Cina rappresenta.
Cari signori politici, a trionfo della vostra iprocrisia, quando sono i comici a farvi la politica contro, questa diventa materia a vostro uso e consumo, ma se vi fa comodo (e soprattutto se non siete voi ad essere messi alla berlina) gli atleti sono chiamati a farlo.
Anche questo andrà alla voce spiegatemelo!!!!
Finisco con una frase che mi piace molto e che vorrei che molti ricordassero guardando in faccia la bruttezza che il denaro e i suoi umili servi stanno facendo alle nostre vite, anche in questo caso:
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"
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lunedì 4 agosto 2008
La generazione perduta (?)

In un pigro pomeriggio di un lunedì di ferie mi trovo a passare dalle pagine di Repubblica e ci trovo un entusiasmante editoriale di Ilvo Diamanti. (Spero si colga il lato ironico della frase).
Non stimo molto Ilvo Diamanti come sociologo o politologo, preferisco dirlo subito, prima ancora che chi legga arrivi a questa ovvia constatazione. Trovo che sia un giornalista abbastanza fazioso, in grado di argomentare in piena convenienza PD. ( Si vede che la vicinanza editoriale con Scalfari non gli giova).
L'editoriale analizza la sconfitta di Rifondazione Comunista alla luce dell'abbandono dei giovani nel voto alla sinistra radicale, come storicamente avvenuto, perchè:
"... uno dei riferimenti politici più significativi per i giovani. I quali hanno di fronte un futuro aperto. Amano le utopie. Pensano che sia possibile afferrare i sogni. Raggiungere "l'isola che non c'è". E cercano, inoltre, di definire la propria identità tracciando confini netti fra se stessi e gli altri. Contro padri e padroni. Per questo molti giovani hanno guardato alle posizioni più radicali della sinistra (ma anche della destra) con maggiore passione rispetto alle altre generazioni".
Si prosegue sparando qualche cifra che dimostra come i giovani si siano sparpagliati in diverse direzioni privilegiando il Berluska e consociati, quindi Uolter e solo alcuni rimasugli si siano diretti verso le frange estreme (La Destra o la Sinistra arcobaleno), nessuno praticamente apprezza Di Pietro. Il Perchè ??
" ... Naturalmente, la spiegazione più facile è prendersela con loro. I giovani. Sospesi fra precarietà e un mondo di veline e amici, sarebbero stati risucchiati in un nuovo riflusso "conservatore."
Credo che il signor Ilvo Dimanti tralasci un bel po' di dati nella sua analisi, nonstante sia titolato e nella posizione giusta per averli tutti. (Consultare la sua voce su Wikipedia per farsene un'idea).
Vorrei personalmente aggiungere qualche elemento alla sua analisi, che mi sembra molto più fondamentale per indirizzare meglio la sua bussola.
Primo fra tutti il crollo verticale dell'istruzione e dell'esperienza partecipativa. Negli anni novanta ero un adolescente e nelle mie conoscenze era impossibile o quasi trovare persone che non avessero un opinione politica perchè era la scuola e il suo ambiente ad importi questo problema.
Molti magari erano più tifosi che elementi pensanti, nel pieno utilizzo del loro libero arbitrio. Ma la scuola era un embrione di società, in cui ci si trovava a discutere e in cui era difficile rimanere neutrali. Certo vengo da un liceo politicizzato (Non il Damiani di Roma ci tengo a sottolineralo), ma non mi sembrava che questo andamento si limitasse al mio piccolo orticello.
Adesso che la scuola è stata significativamente smontata (sia nella sua parte di formazione, che nella parte di preparazione alla società) i soli valori che rimangano sono i video con i telefonini ed un'inquietante rincorsa al minimo comun denominatore di inteligenza.
La Televisione del buon Berluska ci ha progressivamente abituato al peggio, imponendo (complici genitori distratti) come modello il peggio televisivo, in cui il contenuto è bandito, a favore della sola immagine. La metonimia perfetta.
Questo giustifica il successo di trasmissioni come il Grande Fratello(in cui basta essere fighi e non abili per avere successo), le trasmissioni come i "I pacchi" (basta sapere contare fino a venti, aridatece i mega esperti di Telemike), Paris Hilton (esempio sublime di notorietà per vuoto perfetto). Questo imporre un modello alla portata di tutti e rigorosamente senza sforzo, ha vinto e schiacciato qualsiasi necessità di essere, di avere un contenuto, di confrontarsi. Il mio status sociale è definito dalla marca ben in vista sull'elastico delle mutande. Scelta la marca, scelto il partito. In questo nulla il Berluska (altro esempio di vuoto perfetto) ha potuto scorazzare e fare il suo comodo, perchè l'immagine c'era, il contenuto chi lo avrebbe giudicato??.
La più grossa colpa della sinistra (e qui parliamo di PCI, DS , PD, Rifondazione, PDCI, e chi più ne ha più né metta) è quella di aver perso il dominio culturale del paese, di aver lasciato scorrere il pensiero sociale verso l'ipocrisia del singolo, piuttosto che verso l'unione, di idee , di ideali (si potrà ancora usare questa parola), verso visioni prospettiche e globali, capitolando sotto i colpi dell'imperatore dei piazzisti.
Su questo Diamanti ha ragione: solo degli imbecilli di questo livello non hanno capito cosa stesse succedendo, attardandosi nelle loro beghe di cortile, e contribuendo in maniera significativa alla terribile deriva verso cui oramai navighiamo a vele spiegate.
Per la mia generazione è il '92 l'occasione persa, non il 68!!! Qualcuno riuscirà mai a capirlo.
O altri argomenti per Lei, signor Diamanti, ma anche tanti post da pubblicare. A presto.
sabato 2 agosto 2008
Daje Tonì
Il Tonino nazionale ne ha combinata un'altra, e fortunatamente mi dà modo di scrivere un secondo post su qualcosa di positivo.Del lodo SchifoAlfano ne ho già parlato, e dopo la sua approvazione tutta la stampa, la TV e i "media" (io preferisco chiamarli organi di disinformazione) hanno archiviato il dibattito per parlare di altre menate (fantastico è l'articolo pre-commemorazione della strage di bologna commentato da Travaglio nel suo blog).
Bhè in questo inutile chiacchericcio, Tonino che ti fà?? Se ne va in corte di cassazione a depositare la richiesta di un referendum di abbrogazione per una delle leggi più schifose che il Berluska abbia fatto (o rifatto, o ri-ri-fatto).
Poi per concludere degnamente l'opera se ne va su you-tube e lascia un video per spiegare i motivi e invitare alla partecipazione (ho particolarmente apprezzato la parte in cui si definisce un nostro dipendente, sarà magari per conquistare consensi, ma è generalmente una persona che si è sempre presa la responsabilità di ciò che ha detto!!!).
Grazie Di Pietro, in questo paese di imbecilli sei deriso, per il tuo fare sempliciotto (io lo definirei genuino) e per i tuoi congiuntivi, invece di essere portato in trionfo per i grandi servigi che hai già reso come magistrato e per quanto di buono stai facendo come politico.
Nella mia modesta posizione di cittadino, ti ringrazio.
PS: per quanti ancora pensino che il PD faccia opposizione, cercate di capire la posizione di Uolter sull'argomento, e poi vi prego spiegatemela. Io faccio molta molta molta molta molta fatica a comprendere. Sarà che non sono riformista,educato e soprattutto venduto.
giovedì 31 luglio 2008
Schiavi /Precari

Sono un po' di giorni che non scrivo, fortunatamente ho potuto distrarmi esplorando il territorio trentino in ottima compagnia.
Certo rientrare è stato particolarmente tosto. Le notizie del giorno confermano lo schifo generale: lavoratori a tempo determinato prima privati dei diritti, poi forse restituiti, adesso tolti solo per quelli che hanno cause in corso (perchè alle Poste sono distratti e hanno sbagliato qualche contratto, e sia mai che siano "loro" a pagare).
Ministri che hanno il coraggio di dire "scusate abbiamo sbagliato, la legge doveva risolvere solo il caso delle Poste, e adesso abbiamo rimesso a posto le cose" dovrebbero essere presi a pedate nel sedere fino a che non abbiano fatto il giro del Paese. Giocate con le nostre vite dai vostri dorati palazzi. Se c'è una legge, che già fa schifo, la si può anche ulteriormente ignorare perchè arriva l'immancabile sanatoria del PDL (che credo batta ogni record a riguardo).
Così deve andare: noi sempre più schiavi e senza diritti. Perchè "a tempo determinato" non esiste malattia, ferie, protesta, rifiuto, ma tutto si abdica per "tirare a campare". Qualche anno fa si voleva abrogare l'articolo 18, per ottenere gli stessi subdoli risultati. Li si è riusciti ad evitare il peggio (o forse si sono resi conto che molti mega-manager rientravano nel calderone), adesso con una legge schifosa come la 30, il problema non si pone. Non arriveremo mai a godere dell'articolo 18, in un paese di eterni precari. Gente svegliamoci!!!
(E mi raccomando nessuno tocchi Biagi, ma nessuno ricordi neanche che l'altra metà della sua bozza, quella degli ammortizzatori sociali e dei maggiori costi per le aziende, non è mai stat presa in considerazione, perchè le caste non vogliono).
Il lavoro a tempo determinato o a progetto deve costare di più alle aziende, ed essere meglio retribuito del lavoro a tempo indeterminato, o altrimenti non si avranno mai i soldi per coprire i periodi di buco e le aziende faranno sempre i loro porci comodi (sfruttando la situazione di schiavi/precari istituzionalizzati). Se esistesse una forza politica (magari di sinistra, che tanto parlano di lavoratori) che facesse questo discorso vincerebbe le elezioni a mani basse (se non fra 5 anni, al massimo fra 10, tempo che si diventi tutti precari, sempre che esista ancora qualcosa fra 5-10 anni).
Il lavoro precario nasce per dare alle aziende la possibilità di rispondere a periodi di particolare carico di lavoro, e quindi anche di particolare guadagno. In un paese civile quel guadagno dovrebbere essere maggiormente distribuito, perchè basato sul sacrificio di chi accetta di venire a lavorare per te per un periodo "determinato", con tutti i dasagi che ciò comporta.
Se sento ancora Confidustria, covo di sfruttatori sempre più ricchi e privi di ogni minimo ritegno (ci vuole il coraggio della supponenza della Mercegaglia per evitare di tacere sul regalo del governo, e dire bene così, serve flessibilità). "Cari" signori, casta di nepostisti, inetti, capaci di rischiare solo con il culo altrui, di fare soldi con sovvenzioni e sfruttamento, avete affossato questo paese per il vostro guadagno, spero che la pagherete cara. (Non sono religioso, ma non basterebbero i gironi dell'inferno a contenervi tutti).
Scioperiamo, boicottiamo, qualsiasi cosa pur di fermare questo schifo. I nostri padri (forse nel mio caso nonni) avevano meno istruzione, meno ricchezza e buttarano all'aria il mondo per costruirne uno migliore.
Li rispetto profondamente, anche se probabilmente hanno fallito. Perchè chi combatte ha già vinto in partenza, nella propria dignità!! (e se fossimo più civili capiremmo che già essere degni di definirci persone e cittadi ni è un gran risultato).
Loro sono scesi dal divano, non sono rimasti davanti alla TV o allo stadio, e hanno rischiato avendo tutto da perdere, noi vergogniamoci di essere i loro figli, ma nell'intimo delle nostre casucce.
sabato 26 luglio 2008
E meno male che ci difendono loro
Il PD oramai è andato. Sempre più coinvolto, fra scandali (Telecom - Tavaroli e Abruzzo - Del Turco), non trovano meglio da fare che aprire verso l'UDC (con uomini del calibro del pluricondannato Cesa, tanto per fare esempi nobili). Faccio finta di stupirmene, ma cercare di riportare all'ovile i transfughi del PDL, perchè di questo si tratta, è una delle tante missioni impossibili che il mitico Uolter può compiere. (D'altronde anche perdere Roma, dopo averla governata tutto sommato bene, palazzinari a parte, non era così semplice.)
Quello che proprio non mi dà pace è la sinistra italiana. Dopo l'annullamento delle scorse elezioni, cominciano a muovere i primi passi, che dovrebbero essere nel nome di un sonoro cambiamento, visto che Pecoraro - Scanio, Diliberto e soprattutto cachemere Bertinotti hanno sperperato quel 10% di conseni che avevano (credo che le percentuali fossero anche maggiori, ma rimango al sicuro e cito solo quella di Rifondazione).
Momento triste, difficile, che dovrebbe invitare alla ragionevolezza e alla coesione (interna ed esterna), aprire ad idee nuove, e quindi nuovi leader, rivedere rapporti e situazioni, soprattutto perchè nel frattempo la macchina da guerra del Berluska distrugge tutto (oggi si parla di un emendamento alla finanziaria che annullerà la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato per i precari i cui datori di lavoro non abbiano rispettato le pochissime regole che prevedono l'obbligo di passaggio determinato - indeterminato, ma solo una multa).
E la reazione: i verdi eleggono la Francescato, che prende tempo, Diliberto confermato (almeno ha proposto la riunificazione dei comunisti), Rifondazione in un capolavoro di divisioni interne (5 mozioni congressuali e due possibili segretari che se la giocano su qualche punto percentuali).
Ciliegina sulla torta il distinguo che tutti fanno dal "giustizialismo" di Di Pietro, l'unica voce che rompe le scatole allo schifo dilagante. (Giordano al congresso che si sta svolgendo in questi giorni ha fatto ironia sul tema).
Ma si può essere più imbeccili. Coltivatevi un orticello che non esisterà più fra meno di un anno.
Ho capito che volete difendere quel misero 3% che avete, ma cosa pensate di farci?? Non contate più nulla lo volete capire!!!!!!!
Sono tutti schierati per distruggervi (PDL, PD, UDC,Chiesa, Sindacati, TV, Stampa) volete proprio rendergli la vita così facile da fare harakiri da soli??
Anch'io non apprezzo la posizione di Di Pietro su alcuni temi, per esempio il G8, ma perchè non cercare di cooperare sul fatto che è l'unico che difende la gente, che sta facendo un'opposizione seria. Perchè non aprire a Beppe Grillo, che è l'unico che propone idee nuove e che innalza la volontà della gente al primo posto. Perchè non tornare in piazza, ma non a manifestare, ma a sentire come se la passa la gente.
La Linke tedesca lo ha fatto, e adesso, con i giovani e con un progetto serio, ha riconquistato percentuali che la nostra sinistra si sognerà probabilmente per sempre.
Si consiglia un viaggetto in Germania, una cura di umiltà, una massiccia astinenza da caxxate e sparate vetero-comuniste. Se non dovesse bastare, fatevi consigliare da Zapatero, che è al secondo mandato.
PS: Don Camillo e Peppone fanno ridere, ma la maggiorparte dei giovani non li conosce neanche.
Quello che proprio non mi dà pace è la sinistra italiana. Dopo l'annullamento delle scorse elezioni, cominciano a muovere i primi passi, che dovrebbero essere nel nome di un sonoro cambiamento, visto che Pecoraro - Scanio, Diliberto e soprattutto cachemere Bertinotti hanno sperperato quel 10% di conseni che avevano (credo che le percentuali fossero anche maggiori, ma rimango al sicuro e cito solo quella di Rifondazione).
Momento triste, difficile, che dovrebbe invitare alla ragionevolezza e alla coesione (interna ed esterna), aprire ad idee nuove, e quindi nuovi leader, rivedere rapporti e situazioni, soprattutto perchè nel frattempo la macchina da guerra del Berluska distrugge tutto (oggi si parla di un emendamento alla finanziaria che annullerà la possibilità di essere assunti a tempo indeterminato per i precari i cui datori di lavoro non abbiano rispettato le pochissime regole che prevedono l'obbligo di passaggio determinato - indeterminato, ma solo una multa).
E la reazione: i verdi eleggono la Francescato, che prende tempo, Diliberto confermato (almeno ha proposto la riunificazione dei comunisti), Rifondazione in un capolavoro di divisioni interne (5 mozioni congressuali e due possibili segretari che se la giocano su qualche punto percentuali).
Ciliegina sulla torta il distinguo che tutti fanno dal "giustizialismo" di Di Pietro, l'unica voce che rompe le scatole allo schifo dilagante. (Giordano al congresso che si sta svolgendo in questi giorni ha fatto ironia sul tema).
Ma si può essere più imbeccili. Coltivatevi un orticello che non esisterà più fra meno di un anno.
Ho capito che volete difendere quel misero 3% che avete, ma cosa pensate di farci?? Non contate più nulla lo volete capire!!!!!!!
Sono tutti schierati per distruggervi (PDL, PD, UDC,Chiesa, Sindacati, TV, Stampa) volete proprio rendergli la vita così facile da fare harakiri da soli??
Anch'io non apprezzo la posizione di Di Pietro su alcuni temi, per esempio il G8, ma perchè non cercare di cooperare sul fatto che è l'unico che difende la gente, che sta facendo un'opposizione seria. Perchè non aprire a Beppe Grillo, che è l'unico che propone idee nuove e che innalza la volontà della gente al primo posto. Perchè non tornare in piazza, ma non a manifestare, ma a sentire come se la passa la gente.
La Linke tedesca lo ha fatto, e adesso, con i giovani e con un progetto serio, ha riconquistato percentuali che la nostra sinistra si sognerà probabilmente per sempre.
Si consiglia un viaggetto in Germania, una cura di umiltà, una massiccia astinenza da caxxate e sparate vetero-comuniste. Se non dovesse bastare, fatevi consigliare da Zapatero, che è al secondo mandato.
PS: Don Camillo e Peppone fanno ridere, ma la maggiorparte dei giovani non li conosce neanche.
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