venerdì 19 settembre 2008

La morale moderna e la sindrome da serial

L'analisi dei nostri tempi è molto difficile sotto molti punti di vista. L'antropologia non è una scienza per cui sia particolarmente attrezzato culturalmente, ma come al solito provo a far funzionare il cervello e a cercare chiavi di lettura, usando il buon senso.

In questo processo l' argomento che mi incuriosisce sempre più (oltre che a terrorizzarmi) è il successo mediatico del cavaliere. Leggo su La Repubblica un analisi interessante di Edmondo Berselli. Riassumendo (non me ne voglia l'autore se mai passerà da queste parti per la semplificazione) la sua tesi è che la politica del Berluska e relativo codazzo sia basata su uno schema molto semplice, una versione perfetta per i nostri tempi, con meccanismi che si usano nei programmi televisivi. (Ma va che strano!!!!) La trama dell'inganno si basa su una semplificazione e sul dividere il mondo in buoni o cattivi. Idee semplici per menti semplici, adattissime ai nostri tempi.

Il primo modello culturale che aveva imposto il cavaliere era la suddivisione del mondo in valorosi azzurri, e l'armata delle tenebre comunista,ma trovatosi a corto di comunisti, adesso che sono oggettivamente estinti( grazie anche a complicità gravi), e probabilmente anche per segare le gambe ai pochi pericoli che vengono dall'ondata di pulizia che serpeggia in percentuali (elettorali) non pericolose, il nuovo schema procede cercando di sconfigere nuovi mali e nuovi nemici: i fannulloni (Brunetta), i Bulli e il degrado scolastico (Gelmini), la prostituzione e il malcostume sessuale dei nostri tempi (Carfagna) e altre brutture. (Mostri creati ad uso e consumo di poveri allocchi, spaventapasseri per problemi enormemente più grandi).

Il gioco si basa sul creare consenso separando il mondo nei buoni che cercano di combattere la deriva e quei pochi che invece ne sono colpevoli, calpestando con assoluta semplicità qualsiasi buon senso. (ma d'altronde è la mancanza di capacità critica uno dei mali dei nostri tempi). Creata la suddivisione dopo aver banalizzato il problema, si trova una soluzione fittizia (Es: facciamo pagare una multa a chi chiede l'elemosina) e la si enuncia alle masse, con toni da problema risolto. (Non necessariamente deve tradursi in azione, la maggior parte delle volte, per fortuna, basta il solo proclama). La piena complicità di una televisione e stampa di regime rimuoverà l'argomento prima che si sveli l'incosistenza dell'intero incatesimo. Logiche semplici, problemi semplici, soluzioni semplici e l'equazione è perfettamente riuscita.
Particolare non da poco e instillare in tutti la certezza che criticare vuol dire essere dalla parte del marcio.

Il povero sperduto elettore si trovà così ad immedesimarsi nel bene, entrando nel gregge dei buoni, riconoscendo gratitudine al buon pastore e guadagnado il suo posto nel circolo dei virtuosi. Et voilà: coscienza pulita, percentuali di consenso da sballo e immancabile il "vissero tutti felici e contenti" (ma fino a domani non per sempre, ve ne accoregerete).

L'autore cita l'isola dei famosi come esempio, io sono più preparato sui telefilm americani degli anni ottanta. L'A-team, Mac Giver, Riptide, Supercar non combattevano nemici complessi. Esistevano i buoni assoluti e i cattivi assoluti. Il massimo che era concesso: un cattivo con facoltà di pentimento. Non c'erano terroristi divenuti tali per necessità o degrado sociale a giustificare. Il male era male per decisione, per natura, per investitura, per carattere o più semplicemente per scelta. Allo stesso modo il buono era cristallino, perfetto e a prova di errore. E allora, come si poteva solamente concepire di parteggiare per il cattivo??

Però se uno si fermasse a ragionare (primo bug), a valutare (secondo bug) o a provare ad ascoltare altre voci (terzo bug) e a confrontare i proclami anche con altri fatti lontani, si accorgerebbe che il moralizzatore accetta veline di 18 anni, ovvero spogliarelliste sempre meno vestite e sempre più bambine (lo dico a rischio di passare per bigotto), il moralizzatore trova giusto non pagare le tasse e ridere della giustizia, il moralizzatore ti svuota il portafogli e l'anima mentre ti spinge il centriolo sempre più in fondo.

sabato 13 settembre 2008

Liberta!!!!


Guardando un gran bel film come "Larry Flint", mi trovo a riflettere sul concetto di libertà. Lontana da me l'idea anche solo di percepire la possibilità di poter affrontare una discussione filosofica su questo argomento, mi riesce sicuramente più facile provare ad applicare qualche idea di buon senso a questo concetto.

Quello che ho sempre percepito come un attacco alla libertà ante litteram è l'impossibilità di scegliere. (sono ben conscio dell'incoerenza di qualche post fa in cui sostenevo di togliere la libertà di voto a chiunque sostenesse il Berluska, e anche di aver accusato Scalfari di coerenza istantanea :-)).

L'impossibilità di scelta si può applicare in tanti modi, non necessariamente coatti. Quella che va molto di moda in questo momento è quella di impedire la capacità stessa di sapere scegliere. E' la strategia mediatica del cavaliere, e pare proprio che funzioni. Sia essa basata sulla mistificazione o sulla derisione dell'avversario (conosco tante persone che non votarono Prodi non per questioni di buon senso, e ce ne sarebbero, ma solo perchè Prodi era "er mortadella"), il risultato numericamente è indiscutibile.

Sempre il cavaliere ce ne ha proposto varie versioni. Un'altra forma di sottrazione di scelta che sa usare alla perfezione è quella male minore: ti costringo a scegliere fra un danno piccolo (Lodo Alfano) per evitare un danno grande (La semi-defunta blocca processi). Su queste si innesta necessariamente quella della mistificazione perchè altrimenti qualsiasi ortolano saprebbe fare due conti e capire in che vicolo cieco è stato inserito. (Non mi fraintendano gli ortolani, non li cito come esempi di ignoranza, ma di saggezza basata più sulla semplicità e il buon senso che sulla cultura).

Oggi la notizia del giorno di oggi è un altro ottimo esempio di vicolo cieco della scelta: vittime di turno i sindacati (sia ben chiaro in una visione limitata al singolo episodio, visto che sulla questione hanno pesanti responsabilità precedenti) al tavolo della trattativa Alitalia. Credo che domani la trattativa andrà in porto (quella di oggi è un coupe de teatre), ma oggi i sindacati dovevano scegliere fra il 40% di riduzione degli stipendi e 5000 esuberi o tutti a casa, con l'uteriore aggravante di risultare anche i colpevoli di tutto lo sfascio. (Devo per l'ennesima volta riconoscere la genialità del soggetto).

Infine la mancanza di scelta che trovo più odiosa è quella che il Vaticano propone quando parla di temi etici. Sostenere campagne per l'abolizione dell'aborto o contro il divorzio sono per me odiose perchè sono atti politici e non atti volti alla morale. In un memorabile sketch Corrado Guzzanti, nei panni di Don Pizzarro, apostrofava giustamente sullo stesso punto Giuliano Ferrara, ai tempi paladino anti abortista.

Io sono cresciuto alle scuole private e conosco bene i precetti cristiani e sono da sempre conscio di uno dei cardini dell'essere cristiani: il libero arbitrio. Concetto bellissimo, perchè vero. Io sono cristiano perchè scelgo di seguirne i precetti, non perchè qualcuno mi costringe. Il volere imporre per legge tali scelte si chiama fondamentalismo religioso e non credo che la natura cristiana possa renderlo più accettabile dei fondamentalismi islamici o indù o buddisti (questa era per ridire) e quindi aggiungente le religioni che preferite.

PS: Spero che con questa divagazione possa essermi sollevato un pochettino da accuse di incoerenza e di volontà di togliere la libertà che citavo in precedenza.

lunedì 8 settembre 2008

A Uòlter e basta


Voglio fare anche io quello che rema contro. Comincio ad auspicare il crollo del PD e delle sue mille contradizioni (farò finta per tutto questo post di essere convinto del fatto che l'incapacità di fare opposizione del PD sia solo frutto di imbecillità e stupidità politica e non di compromissione e di accordi sotto banco).

Sto guardando ICEBERG, format di politica di Antenna 3. Ospiti Di Pietro, Ippolito dal Riformista e un paio di giornalisti (uno da Panorama e Gianni Barbaceli). Trovo inanzittutto fastidioso il proseguire questo clima di par-condicio anche al di fuori del periodo elettorale. Basta con questa regola stupida. (se volete mitigare lo strapotere mediatico del Berluska, forse dovevate capire che a suo tempo una legge sul conflitto di interessi si doveva fare). Fateci sapere cosa pensa Di Pietro della situazione italiana, scopo dichiarato della trasmissione, visto che è lui il principale interocutore di tutti gli altri, e toglieteci il solito simil-schifani a fare il guastatore. Tanto il buon Berluska avrà 5 televisioni e mezza per rispondere ad una piccola emittente privata.

Nel corso della trasmissione ovviamente si tocca l'argomento delle divergenze PD-Italia dei Valori e arriva il commento di Uolter sulla sua unica proposta da mesi, il voto agli extra-comunitari, che ci dice (provo a citare a testo, ma parola più parola meno ci siamo): "Proponendo il voto agli immigrati abbiamo avuto l'opposizione della Lega, ma anche e soprattutto di Di Pietro che non è sensibile questo tema".

Caro Uolter, lo sanno tutti che Di Pietro in questo momento ti sta rubando voti. Credo sia facile dimostrare che non riesce ad intaccare lo scudo mediatico del "principale esponente dello schieramento avversario". La sua propaganda funziona bene sul breve periodo, temo che questo giro forse riuscirà ad avere risultati anche sul medio (e sentitene profondamente in colpa), ma solo il tempo e la realtà distruggeranno la sit-com che la maggior degli italiani in questo momento si beve.

Però credo che il tuo schema "dimostro che Di Pietro è di destra perchè su temi di sinistra ragiona a destra e quindi gli sego le gambe dal mio lato di sinistra", lascerà il tempo che trova. Lo so non hai il coraggio (unica deroga alla regola d'apertura: ti paga bene?? E' abbastanza remunerativo stare sul lato minore della casta??) di accettare le sue tematiche (e povero Del Turco, La Torre e D'Alema. Il Cavaliere si è salvato per anni, 'mo proprio devo fare la battaglia sulla giustizia e fregarli??), di seguirlo e dichiarare definitivamente che di idee non ne hai (in buona compagnia con il tuo governo ombra); che forse l'Africa era veramente il miglior destino che potesse aspettarti, che così abdichi e i falchi che ti stanno intorno ti sbranano lasciandoti la presidenza di qualche fondazione. Ma questa è la politica.

Il principale problema non è che non parli del "maggiore esponente dello schieramento avversario", ma che non parli e basta. Dove sono le tue idee? Dove sono le tue iniziative che potrebbero riportare la gente a sperare. Dove la nuova progettualità che potrebbe far capire agli italiani che sei un "riformista" (tu aggiungi moderato, ma non so che senso abbia. PS: Educato lo sei, ma sinceramente....).

E allora continua a distruggere intorno a te. Combatti Grillo, combatti Di Pietro, combatti la piazza e altri mille mulini a vento. Combatti chi dovresti rappresentare, ma come fai a non capirlo!!! Io non sono un politico, ma ti assicuro che ci arrivo. Se non riesci a stare con le idee davanti a loro, se non sei il leader che lancia le battaglie, che svela idee anni luce migliori (e non ci vorebbe molto) di quelle di Berluska e compagnia, come pensi di poter dire "Yes, We Can". Possiamo fare COSA????

Dimettiti, distruggendo con te il PD. ( e portati soprattutto a fondo il genio del marketing che ha partorito "I'm PD"). Distruggi chi ti ha messo alla guida (ricordati in un barlume di umiltà, che ti hanno scelto perchè eri il meno compromesso) e distruggi questa cosa vischiosa e blocca-idee che è il PD. Distruggi questo Giano-Bifronte che non riesce a uscire da egoismi e personalismi, da interessi chiari e meno chiari, che non riesce a mettere d'accordo le due anime di cui è composto e non per ideologia, ma per mero calcolo economico.

Allora sarai in parte riabilitato, avrai fatto il tuo dovere di dipendente dei tuoi elettori e forse potrai indicare nelle ceneri qualche "ciocco" buono su cui ricostruire dalle fondamenta.

Mi consola solo il fatto che fra una decina di mesi arriveranno gli schiaffi delle europee (e mi divertirò a vedere come il quell'occasione sarai difeso dal Berluska, per avere meno opposizione possibile) e lì potrai affondare con il PD o lasciare tutto in mano ai tuoi rivali di sempre: D'Alema o Parisi o qualcuno dei loro prestafaccia.
Ami il cinema?? E allora prendi esempio da Harakiri di Masaki Kobayashi. Quella si che era una morte "mooooolto onolevole".

lunedì 1 settembre 2008

AlItaliAddio

Volevo scrivere di Alitalia dopo aver letto la vergognosa intervista di Colannino a Repubblica di qualche giorno fa. (Non la trovo più sul sito del giornale e non posso mettervi il link, forse sarà stato un piccolo rigurgito di dignità!!).

Poi ho letto quello che ha scritto Travaglio sul blog del buon Beppe.

Non c'è niente da aggiungere, se non che l'Alitalia è solo l'anticamera di quello che non vediamo del nostro paese. Siamo "decotti", finiti, abbandonati allo strapotere di PD e PDL o di Berlusconi, la peggiore disgrazia che sia capitata a questo vile e malcapitato paese.

Mai come oggi sento l'impotenza di essere un misero cittadino. Spero che questo paese giunga al più presto alla consapevolezza che deve fare piazza pulita, con qualsiasi mezzo, di questi governanti da strapazzo, che si liberi da questa dittattura senza fucili (per il momento), che abbia il coraggio di fare un salto nel vuoto, drammatico e con conseguenze imprevedibili, ma comunque che rappresenta un dubbio di fronte ad una sconsolante certezza di declino e povertà, di cui abbiamo visto solo la punta dell'iceberg.

Ladri, approffittatori, bugiardi, mafiosi e bestie, questo ci è capitato in sorte e questo abbiamo. Non so se questo sventurato paese si sia meritato tanto, forse no (ma solo perchè veramente abbiamo di fronte uno schifo che non era immaginabile).

Me ne sbatto della democrazia, me ne sbatto di quella massa di ignoranti, vili o solidali che accetta tutto questo e me ne frego che sia la maggior parte del paese (sempre che sia vero). Ai bambini non di danno armi perchè si farebbero male, a queste persone non si dovrebbe dare il voto perchè non lo meritano, visto l'uso che ne hanno fatto.

Se due tette e un culo sono bastati a farvi abdicare davanti alla decenza e sono stati sufficienti a farvi votare il più grande piazzista di tutti i tempi, non meritate la considerazione di essere chiamati cittadini, non ne avete la capacità critica e la dignità morale.

E non è una scelta di parte. In questo momento tutti, senza nessuna esclusione, anche di quel barlume di buono che c'è in parlamento (mi perdonino, ma da persone intelligenti forse capiranno), devono essere deposte e sottoposte al un giudizio, anche violento, del popolo.

Nuovi rappresentanti, scelti dal popolo "VERO" prendano il loro posto e facciano tornare la politica ad essere lo strumento di benessere e accordo di una società, di un popolo, di una nazione, fino a che questi concetti abbiano ancora un vago senso, fino a che anche quei pochi che hanno il coraggio di non accettare, abbandonino questa nave al suo triste destino.

Fino a quel giorno vergognatevi, perchè non basteranno i grazie e gli applausi a quelle idee e a quelle persone che riusciranno a sovvertire tutto questo.

mercoledì 27 agosto 2008

Avanti il prossimo

Il rientro alle normali attività post estive mi ha fatto ricadere in tentazione. Nonostante i buoni propositi mi sono ritrovato a discutere di politica con un adepto dello "Zio Silvio" (parole sue non mie).

Purtroppo per la mia fragile forza di volontà era anche del tipo peggiore, il tifoso ultrà. Ho passato quindi due buone orette a sorbirmi i soliti luoghi comuni sull'imprensentabilità di Prodi, sui comunisti che predicano bene e razzolano male, su come quelli di sinistra non vogliono fare niente e avere la pancia piena e bla bla bla bla.

Ammetto che ne ho incontrati tanti (ammetto anche che questo era uno dei più tosti) e rimango sempre basito di come la propaganda agisca su certi individui in maniera profonda. Per spiegarmi meglio faccio alcuni esempi:

- "Prodi è impresentabile e ci fa fare pessima figura in Europa". Il mago del marketing qui si è superato. Forse una delle migliori interpretazioni. E' vero che la scena del Berluska che da del capò ad un deputato socialista tedesco è girata molto poco in TV da noi, ma non è una notizia da poco o che non si sia saputa. Inoltre (e qui è il primo cervello OFF della serata), Prodi è stato chiamato alla presidenza della comunità europea subito dopo degli scandali di corruzione proprio per l'integrità che rappresentava. Non è mia intenzione erigere un monumento alla memoria, ma qui ci sono fatti.

- "Beppe Grillo ha fatto i milioni parlando male di Berlusconi". Anche in questo caso non ho il neneficio di informazioni certe (non ho i 740 di Beppe degli ultimi 10 anni). Al di là del fatto che guardo poco a queste cose (ad averne di politici che si arrichiscono facendo correttamente il loro lavoro), apprezzo l'operato del buon Beppe e le battaglie che porta avanti e soprattutto a capire come si possa sostenere che è meglio una persona che dichiarò di entrare in politica perchè altrimenti sarebbe fallita e sarebbe stata arrestata (uno dei pochi atti di onestà del Berlusca). (Secondo momento di cervello OFF).

- "I comunisti vogliono che tutto sia di tutti, poi se hanno una cosa se la tengono per sè". Credo che sia dai tempi di Don Camillo e Peppone che non sentivo un così alto momento di analisi sociale, ideologica e politica (con tutto il rispetto a Fernandel e Gino Cervi e relativi grandissimi personaggi e films). L'aver trasformato la parola comunista in una parolaccia è una delle cose per cui detesterò maggiormente il Berluska. Non sono un comunista (credo che molte intuizioni alla base del pensiero di Karl Marx siano tutt'ora molto valide, ma ho anche il buon gusto di non dimenticarmi di cosa insegna la storia), ma sostenere che invece un imprenditore sia qui per farci tutti ricchi, guadagnando e ridistribuendo (vi ricordo che parliamo di imprenditori non di ladri in calzamaglia nella foresta di Sherwood) sia un atto che nei momenti di maggiore buonismo definirei da dementi.

Questo è il mio piccolo contributo alle testimonianze di come esista un quarto potere e di come agisca su molti. E' un fenomeno indiscutibile e che purtroppo sfrutta la passività mentale che mediamente è presente negli italiani. Se fossimo più attenti e critici, se non fossimo assuefatti a certi linguaggi e a prendere per buono tutto ciò che ci viene propinato, se fossimo capaci di essere una massa pensante e non pecorona (la battuta viene facile) probabilemente non saremmo italiani. ( e spero prima o poi che mi sia dimostrato che questa è una battuta).

venerdì 22 agosto 2008

Cara vecchia Selezione Naturale

Questo simpatico vecchietto è Charles Robert Darwin, un signore che circa 160 anni fa pubblicò una delle più importanti teorie della storie della scienza, la celeberrima teoria della selezione naturale, che ci spiegò benissimo come si era evoluto il nostro pianeta dalla nascita della vita.

Dopo 160 anni lo abbiamo dimenticato (e la chiesa e diversi movimenti teo-con provano anche a cancellarlo) e abbiamo soprattutto dimenticato qual'era il risultato del processo che lui scoprì in natura.

Non ho dato di matto. So benissimo che l'uomo è oramai fuori dalla selezione naturale e che le nostre conquiste tecnologiche permettono la sopravvivenza della maggior parte degli individui ( e lo considero un bene, ci mancherebbe) della specie umana, prescindendo dalle loro capacità o menomazioni fisiche (io stesso non sono più originale e senza la moderna chirurgia del ginocchio dubito che sarei campato a lungo all'età della pietra).
Però le idee che stanno alla base del principio sono universali e si applicano ancora alla perfezione, se confrontate però, sulla base dei moderni parametri del società civile.

Spostandosi nel contesto sociale le teorie di Darwin si possono ancora ritenere valide e sono ancora in grado di indicare la via il miglioramento di una società (città, nazione, continente, scegliete voi la dimensione) e, ancora una volta, se si selezionassero gli individui migliori (magari in base all'intelligenza, ai talenti, all'inventiva) e si garantisse loro maggiori possibilità (non necessariamente la sopravvivenza), si otterebbero società migliori.

In fondo la tanto agoniata meritocrazia (parola con cui si riempiono la bocca tanti, ma che in realtà non vuole nessuno) può essere vista come figlia leggittima e moderna della selezione naturale. Purtroppo la società non è qualcosa di naturale e non ha nessuna voglia di sottoporsi alle regole di mamma natura.

La mancanza di selezione naturale si chiama raccomandazione, si chiama nepotismo, si chiama sopraffazione, e sta agendo deleteriamente su tutti noi. I potenti attuali (siano essi politici o economici) brandiscono questi concetti solo a loro comodo. Il libero mercato, alla base del liberismo (forse un po' passato di moda), è un'altra declinazione della selezione naturale, ma ha la stessa veridicità dell'isola che non c'è.

Quando esisteva ancora un brandello di libertà (condizione naturale) il nostro paese ha prodotto grandi uomini (come Pertini, come l'ing. Olivetti) che erano in grado di farsi largo con le loro idee e che progredivano per sè, ma i cui influssi si propagavano anche agli altri individui.

Adesso si bara su tutto. Adesso ognuno cerca la sua strada per non sottoporsi alla "selezione". Nessuno cerca più la strada di un vero confronto, anche perchè questo vero confronto non esiste per definizione. "Sopravvivono" individui che hanno come qualità la furbizia e la mancanza di scrupoli, la meschinità.

Nei branchi di molte specie esiste un maschio dominante, in grado di propagare le caratteristiche migliori alla prole. Nella società (italiana in particolar modo) esistono dominatori e servi di vario genere. In questo caso però la rincorsa alla successione non passa per il confronto, ma per il lecchinismo, altro processo che porta alla selezione delle menti più deboli.

Probabilemente piace hai più, altrimenti non saremmo giunti a questo punto, ma rendiamoci anche conto che esistono anche nuovi fattori di selezione, primo fra tutti la globalizzazione, che sta già selezionando sul pianeta terra i futuri vincitori. E a perdere sarà l'intero genere umano.

La mancanza di selezione naturale ha distrutto quanto di buono hanno fatto i nostri genitori e nonni, quanto siamo sicuri che potremo tirare avanti in queste condizioni prima di dover abdicare come nazione, se non addirittura come specie?

mercoledì 20 agosto 2008

Coerenza Istantanea

Leggo (con disgusto sempre maggiore) la stampa italiana, in particolare il mio bersaglio preferito è La Repubblica. Sono uno dei tanti testimoni dell'imbarbarimento di questo quotidiano, sempre più organo di partito, sempre più allineato al pensiero comune (e solo leggermente di centro sinistra, se questa distinzione abbia ancora un senso). Mi imbatto in un articolo fenomenali: prima mi trovo uno splendido editoriale di Eugenio Scalfari (potrei citare anche il no sense della lettere del buon Uolter che ci parla della memoria "dimenticata", ma non sparo sulla croce rossa). Oggi mi prendo il gusto di rispondergli.

La tesi di Scalfari è che motivo fondamentale della deriva italiana è l'aver perso la critica dell'opinione pubblica. Nell'articolo il giornalista vaglia quindi le opinioni pubbliche rimaste, e di come queste alla fine, con poche eccezioni, si appiattiscano sul pensiero capitalistico, incarnato alla meraviglia dal Berluska e dalla coltura del vuoto egoismo che questo rappresenta. I brandelli di pensiero "del bene comune" rimangono quelle dell'attivismo cattolico (ma non quello del Vaticano) e brandelli del pensiero di riformista e di sinistra, orfano di leader e di spazi.

Niente da eccepire l'articolo al suo articolo, che trovo per larghi tratticondivisibile, ma è proprio sulla fine che comincia la parte propagandistica e soprattutto credo che Lei non sia proprio la persona che possa lamentarsi di questo.

L'Italia è da sempre caratterizzata da un popolo che di senso civile ne ha così poco, che sono ancora sorpreso di come possa essere ulterioremente diminuito nel corso degli ultimi anni. Pecoroni che votano la coalizione vincente solo per sentirsi vincenti (tanto per fare un esempio di assoluta mancanza di intelleto e senso critico), che votano chi gli toglie le tasse (invece di premiare chi le ha fatte pagare come il vampiro Visco, come se uno stato non fosse basato anche sulle capacità economiche che le tasse gli garantiscono). L'italiano ha bisogno di idee semplici, perchè ha una mente semplice ( e potrei peggiorare sugli aggettivi, e non uso la parola populista per non mischiarmi con il largo uso che se ne fa).

Non sono così filosofo da poter analizzare come l'assoluta presenza di egoismi o stupidità ci abbia reso così inutili come popolo da meritarci in parte la situazione in cui siamo. Di come siamo stati educati all'avere e non all'essere, di come la dominazione degli ultimi 20 anni di pensiero capitalistico, unito alla assoluta demonizzazione delle differenze, abbia creato una stupidità diffusa che potrà solo peggiorare (unitamente alla mancaza di un sistema pubblico di educazione come la scuola italiana che sta creando sempre più pecora da pascolare).

Non sono però così cieco da notare come anche i giornalisti siano responsabili della mancanza di voci critiche che avrebbero potuto svegliare qualche mente. (Anche loro sono chini al pensiero comune del dare ragione al padrone, perche "tengo famiglia", o per semplice opportunismo).

Anche lei, singor Scalfari, si è lungamente sperticato a demolire quei brandelli di pensiero riformista, che si ritrovano nelle idee portate avanti da Beppe Grillo (la cui risposta mi ha già anticipato) in quelle di Antonio Di Pietro. Sono particolarmente colpito dal fatto che le persone che parlano di bene comune, che propongono idee nuove e ancora si scandalizzano per lo schifo che ci circonconda e addirittura riescono a creare azioni e aggregazioni intorno a questi argomenti, sono regolarmente marginalizzate e criticate non nel merito, ma negli intenti proprio da Scalfari e da altri pensatori di sinistra. Lei ne sa qualcosa.

Questo contribuisce all'appiattimento generale signor Scalfari. Il critcare a prescindere rende impossibile il confronto che potrebbere nascere anche dalla critica delle idee, che sono sempre criticabili. Queste voci riescono a smuovere porzioni forse non politicamente determinanti, ma sono germi di un meraviglioso virus e che potrebbero arricchirsi e crescere se si accettasse di uscire dalla logica di partito, caro signor Scalfari, che li vede come minacce in quanto pescano nel serbatoio sbagliato e non attaccano il nemico Berluska e basta. (e credo che la sua posizione e il suo patrimonio la mettano al riparo dalla logica del tengo famiglia).

La volevo avvisare che se il popolo di centro sinistra (di cui facevo parte) è smarrito, e perchè probabilmente non si riconosce più in nessun partito perchè si trova schiacciato tra chi non riesce a differenziarsi dal Berluska (il PD-elle per citare ancora Beppe) e ne sta sempre più adottando i metodi e le idee (io poi sono personalmente convinto della partecipazione alla dittatura attualmente in atto), e fra preistorie politiche che non capiscono che oltre che idee nuove servirebbero anche facce nuove più "spendibili". Sono queste le ragioni che costringono i suoi referenti a schifare, invece che a contribuire, alla seguito di queste nuove idee.

Dovrebbero accettare un confronto vero da cui probabilmente uscirebbero sconfitti, dovrebbero abbandonare i gangli di potere che sono alle loro spalle e che sono la loro unica ragione di esistenza politica, dovrebbero rinunciare alla loro posizione di casta, ma soprattutto dovrebbero dimettersi per lasciare spazio, facendo ripartire il pensiero di sinistra, ammettendo le loro colpe enormi. Ma da Lei, queste critiche le ho lette raramente.

E allora la accuso di opportunismo e soprattutto del male più diffuso di questi tempi, la coerenza istantanea. (Sono coerente con le affermazioni che faccio adesso, ma mi riservo di smentirle con altre parole o fatti anche fra 5 minuti. Ci sono fin troppi maestri in questo paese, esca dal gruppo accetti il consiglio). Un articolo di buon senso non può valere le distorisioni di decine di altri. Se si è convinti di un idea la si segue o la si cambi ammettendo di aver sbagliato in precedenza. Sarebbe di gran classe, oltre che molto dignitoso.